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notizie

  • Usa: catturato l'autore delle sparatorie in Maryland e Delaware

    WASHINGTON - È in manette l'uomo sospettato di aver sparato a sei persone, in Maryland e Delaware, uccidendone tre. È finita con la cattura del 37enne Radee Labeeb Prince la caccia all'uomo scattata dopo che l'uomo aveva aperto il fuoco ieri mattina contro cinque colleghi a Edgewood, in Maryland, per poi dirigersi a Wilmington in Delaware e sparare ancora contro un uomo che pare conoscesse. La conferma arriva dalla Polizia della contea di Harford, in Maryland, che sul suo profilo Twitter ha comunicato la cattura avvenuta in Delaware.

  • Theresa May scrive ai cittadini UE: rimanete e vi tuteleremo

    LONDRA - "I cittadini dell'UE che vivono legalmente nel Regno Unito potranno rimanere". La premier britannica Theresa May, in una lettera aperta ai tre milioni di europei che vivono nel Regno, si è impegnata a tutelare i loro diritti di residenza, spiegando che i negoziati con Bruxelles su questo tema procedono e "siamo vicini ad un accordo". 

    La May, alla vigilia del Consiglio Europeo in cui si parlerà anche di Brexit, ha assicurato che "i diritti dei cittadini sono la mia prima priorità. E so che i miei colleghi hanno lo stesso obiettivo: salvaguardare i diritti dei cittadini dell'UE che vivono nel Regno Unito e dei britannici che vivono nell'UE".

    "Quando abbiamo avviato questo processo, alcuni ci hanno accusato di trattare i cittadini dell'UE in modo marginale rispetto al negoziato. Ma niente è più lontano dalla verità". Perché "i cittadini dell'UE che vivono nel Regno Unito hanno dato un enorme contributo al nostro Paese. E vogliamo rimangano con le loro famiglie. Non potrei essere più chiara: i cittadini dell'UE che vivono legalmente nel Regno Unito potranno rimanere". "So che entrambe le parti stanno ascoltando le proposte degli altri con mente aperta. E con flessibilità e creatività da entrambe le parti, possiamo concludere il confronto sui diritti dei cittadini nelle prossime settimane", ha aggiunto.

    La May ha poi risposto alle "preoccupazioni che il processo sarà complicato e burocratico": "Stiamo sviluppando un processo digitale semplificato per coloro che richiedono uno status di residenza nel Regno Unito. Lavoreremo tenendo presente le richieste degli utenti e li consulteremo passo passo". Infine, l'impegno affinché gli europei non debbano sottoscrivere un'assicurazione medica supplementare. Ed il passaggio rapido al nuovo status rafforzato di residenza per coloro che già godono della residenza permanente.

  • La crescita, i prezzi e i debiti

    di LINO TERLIZZI - L'ultima panoramica del Fondo monetario internazionale sull'economia mondiale, resa nota nei giorni scorsi, è una miniera di dati che aiuta ad avere un quadro globale e che conferma quanto siano sbagliati alcuni ricorrenti luoghi comuni. A cominciare da quelli sulla crescita economica, che molte analisi vorrebbero ormai inesistente o quasi e che invece c'è, chiaramente. Il problema principale non è l'assenza di crescita economica, ma un volume di debiti, soprattutto pubblici, che resta troppo alto e che non permette a questa crescita di diventare ancora più robusta, come sarebbe per molti aspetti possibile.

    L'ultimo anno di recessione globale è stato il 2009, con un – 0,1%, sull'onda della crisi finanziaria ed economica del 2007-2008. Di lì in poi c'è stato il segno positivo: 5,4% nel 2010, 4,3% nel 2011, 3,5% nel 2012, 3,5% nel 2013, 3,6% nel 2014, 3,4% nel 2015, 3,2% nel 2016. Secondo l'FMI nel 2017 la crescita sarà del 3,6% e nel 2018 del 3,7%. Si può obiettare che singole aree possono soffrire, pur dentro un quadro diverso. Ma dividendo questi dati sul Prodotto interno lordo reale per grandi aree, si vede che gli USA hanno avuto l'ultima contrazione annua appunto nel 2009, l'Eurozona nel 2013, il Giappone nel 2011, le altre economie avanzate nel 2009, mentre l'aggregato mercati emergenti ed economie in via di sviluppo non ha registrato (se preso nel suo complesso, non per singoli Paesi) segni negativi annui nel periodo. Il che non è comunque poca cosa, se si considera il maggior peso conquistato dagli emergenti in questi decenni.

    Una recessione si ha tecnicamente quando ci sono almeno due trimestri consecutivi di segno negativo. Ma è chiaro che i dati più interessanti per la tendenza sono quelli del PIL annuo. Guardando ai dati citati, si può ricordare la miriade di analisi che dal 2009 sono state fate su recessioni che poi non si sono verificate. Ci sono stati in alcuni casi rallentamenti, che però sono cosa diversa. Osservando le cifre, è più che lecito anche nutrire fieri dubbi sulla validità della teoria della «stagnazione secolare», che fu coniata negli anni Trenta negli USA e che è stata aggiornata in questi anni da economisti d'oltre oceano. Per ora, se ci si basa sui fatti e non sulle sole parole, quello che si vede è un mondo che cambia (con nuovi equilibri tra le aree, con sviluppi tecnologici che mutano il quadro di imprese e lavoro, e così via), ma non un mondo che ristagna. Il che non vuol dire che non ci siano anche problemi. Ma dentro uno scenario generale in cui nel complesso si va avanti, non indietro.

    Interessanti sono anche i dati sull'andamento dei prezzi al consumo (leggi rincaro o inflazione), dopo le numerose analisi sulla «trappola della deflazione» (leggi diminuzione consistente e perdurante dei prezzi) che hanno occupato ampiamente il dibattito economico.
    Ebbene, dal 2009 ad oggi non c'è stato un solo anno in cui l'economia mondiale abbia avuto nel suo complesso il segno negativo per i prezzi al consumo. Se guardiamo all'aggregato economie avanzate, quello messo più nel mirino con il discorso della deflazione, si passa dallo 0,2% di inflazione nel 2009 all'1,4% del 2013, all'1,7% previsto per il 2017. Gli Stati Uniti hanno avuto deflazione solo nel 2009, l'Eurozona non l'ha avuta nel periodo. Diverso è il discorso del Giappone, caso unico nell'aver registrato più volte la deflazione, da cui secondo l'FMI quest'anno uscirà. La Svizzera dal canto suo ha avuto in alcuni anni deflazione (legata anche alla forza del franco), ma per il Fondo monetario non l'avrà quest'anno.

    Sull'assenza di vera deflazione mondiale, si può obiettare che ciò è dovuto anche alla grande liquidità assicurata in modo in parte inusuale dalle banche centrali. Si può rispondere che ciò è vero ma che le banche centrali, con le quali si può sempre essere d'accordo o meno, fanno comunque parte dello scenario, la loro azione diventa a sua volta un fatto.
    C'è poi un'altra considerazione da fare. La deflazione è temuta perché i prezzi in calo riducono i margini delle imprese, che in un numero di casi possono entrare in crisi. In realtà, quella che c'è stata in questi anni in molti Paesi è un'inflazione molto bassa, che certo aumenta ma non porta all'estremo la competizione sui margini delle imprese e che, soprattutto, aiuta la tenuta di salari e pensioni reali, quindi anche dei consumi. Il pericolo vero ora non è quindi la deflazione. C'è da augurarsi semmai che l'inflazione non aumenti troppo, perché un'inflazione più alta può sì essere uno dei segni della crescita economica, ma può anche incidere molto negativamente sui redditi reali.

    C'è anche chi spera, peraltro, che l'inflazione aumenti molto, per ridurre i debiti reali. E qui siamo ad altri dati interessanti. Se si guarda ai sette maggiori Paesi industrializzati, si vede che per l'FMI dal 2011 ad oggi il rapporto annuo debito pubblico/PIL è diminuito solo in un caso: quello della Germania, passata dal 78,7% del 2011 al 65% previsto per il 2017. Gli USA sono passati nel periodo dal 100% al 108,1%, la Francia dall'85,2% al 96,8%, l'Italia dal 116,5% al 133%, il Giappone dal 230,6% al 240,3%, il Regno Unito dall'81,6% all'89,5%, il Canada dall'81,5% all'89,6%. Dei sette, solo il Canada oltre alla Germania ha ridotto il rapporto tra il 2016 e il 2017. Anche avere troppi debiti privati non va bene, ma il debito pubblico è il debito di tutti i contribuenti ed è parametro fondamentale dell'affidabilità di un Paese. Il debito pubblico eccessivo (nonostante i bassi tassi) sottrae risorse alla crescita e va quindi ridotto soprattutto con tagli alle spese pubbliche improduttive. Il taglio effimero dovuto all'inflazione non risolve il problema, perché il debito poi si ricrea. Questo è il punto: il mondo cambia e in realtà cresce, certo che con debiti minori potrebbe crescere meglio e di più.

  • Argo: tutti i fatti, nient'altro che i fatti

    di FABIO PONTIGGIA - Il cahier des charges della istituenda Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sul caso Argo1 è pronto. Spetterà ora al Gran Consiglio formalizzare la nomina e attribuire il mandato (cfr. servizio a pagina 9). Abbiamo già espresso perplessità su questo passo in una vicenda sulla quale indagano la magistratura e il perito del Consiglio di Stato e ha già indagato la Sottocommisione di vigilanza del Gran Consiglio. In base alla legge, la CPI può essere istituita «allorché eventi di grande portata istituzionale nel Cantone richiedono uno speciale chiarimento». È molto dubbio che il caso Argo 1, nei suoi aspetti amministrativi, costituisca un evento di «grande portata istituzionale». Su questo piano i fatti sono noti: il Dipartimento della sanità e della socialità ha assegnato alla ditta un mandato diretto per la sorveglianza dei centri di asilanti, violando la legge. La competenza era infatti del Governo e non del Dipartimento. La violazione è proseguita per due anni e mezzo con il rinnovo tacito del mandato (costato in tutto 3,4 milioni di franchi), sempre senza far intervenire il Governo e addirittura senza più coinvolgere nemmeno il consigliere di Stato responsabile del DSS. Fatti gravi, che denotano disfunzioni interne all'amministrazione; responsabilità ed errori politici, sui quali si esprimeranno gli elettori, ma che non hanno, almeno in base agli accertamenti svolti dalla magistratura, rilevanza penale. Non c'è prova insomma di comportamenti corruttivi.

    È invece sicuramente un fatto molto preoccupante, di gran lunga il più inquietante in tutta questa vicenda, l'infiltrarsi di estremisti islamici e reclutatori in un servizio delicatissimo come quello della gestione dei centri per persone che cercano asilo politico nel nostro Paese. Ma di questo si occupa solo ed esclusivamente la magistratura. Non sarà compito della CPI. Le polemiche e le immancabili strumentalizzazioni rischiano di far perdere di vista questo punto fondamentale. Così come le informazioni incomplete e selettive. O quelle a tesi. O quelle che si limitano ad enfatizzare fatti noti con ricostruzioni cariche di emotività, a tratti romanzate. Alla Argo 1 ne son successe di tutti i colori. È doveroso che tutti questi colori siano messi bene in vista, ma proprio tutti, per quello che sono. La trasparenza va fatta su tutto: non ci possono essere zone occultate. I fatti sono fatti, anche se a volte si incastrano male in certe ricostruzioni. Talune reazioni ai due servizi pubblicati da questo giornale ieri e l'altro ieri sono proprio sguaiate. Comprensibile e pacata quella del sindacato Unia, ridicolmente indecenti le altre, soprattutto in quel di Comano. Troppe code di paglia. Noi restiamo ai fatti. Che sono tutti confermati. È ciò che conta.

  • Nessuno ha fretta di pagare, ma...

    MENDRISIO - Nessuno ha fretta di pagare le imposte, ma quando il conto da saldare tarda svariati mesi ad arrivare, interrogativi e qualche lamentela sorgono spontanei. Dubbi che accomunano diverse famiglie della regione, che non hanno ancora ricevuto dall'Ufficio circondariale di tassazione di Mendrisio la decisione sull'imposta cantonale sulle persone fisiche in relazione all'anno fiscale 2015. I ritardi, rispetto alle notifiche emesse negli anni scorsi, in questi casi si situano tra i 6 e gli 11 mesi. Non poco tempo, insomma. Il fastidio è acuito dal fatto che nel frattempo sono state inviate le dichiarazioni di imposta relative al 2016. Insomma, non manca chi si domanda perché il cittadino debba sempre rispettare termini in talune occasioni ristretti, mentre lo stesso discorso sembra non valere per lo Stato. Il fenomeno dei ritardi è noto pure ad alcuni politici e funzionari comunali e c'è chi lo riconduce a recenti avvicendamenti, anche al vertice, all'Ufficio circondariale di tassazione.

    Per approfondire il caso ci siamo rivolti a Giordano Macchi, vicedirettore della Divisione delle contribuzioni. L'intervista a pagina 15 del CdT di oggi.

  • Ex agente di polizia a processo per droga

    MENDRISIO - Compravendita di stupefacenti, in parte per consumo personale. Il tema su cui ha dovuto chinarsi ieri la Corte delle Assise criminali di Mendrisio riunita a Lugano non è nuovo per un'aula penale. A sorprendere è tuttavia il fatto che il giudice Marco Villa si sia trovato di fronte anche un ex rappresentante dell'ordine. Uno dei tre imputati comparsi alla sbarra è infatti un ex poliziotto che, inoltre, con la giustizia ha già avuto a che fare. Poco più di tre anni fa il 37.enne nato e cresciuto in Ticino e residente a Chiasso era infatti stato condannato a 16 mesi di detenzione sospesi per aver sottratto alla fidanzata e alla sua famiglia gioielli per un valore di 53.480 franchi.

    Tutti i dettagli a pagina 16 del CdT di oggi.

  • È un attacco di panico, ma a volte sembra un infarto

    MENDRISIO - Gli attacchi di panico ti assalgono all'improvviso e sono subdoli. Spesso, infatti, chi li sperimenta non li riconosce e pensa: «Mi viene un infarto» oppure «adesso svengo e non mi sveglio più». Da qui si innesca un circolo di ansia e paura che spinge molti ad andare al pronto soccorso o dal medico di famiglia. Intanto, altrettanto repentinamente di come è arrivato, il panico se ne va mentre l'inquietudine resta. «Questo tipo di disturbo è molto diffuso», afferma lo psichiatra Michele Mattia, presidente dell'Associazione della Svizzera italiana per i disturbi d'ansia, depressivi e ossessivi-compulsivi (ASI-ADOC). «Si stima che in Svizzera circa il 3% della popolazione sperimenta almeno una volta nella vita un attacco di panico; la percentuale sale al 30%-35% nel caso di studenti». Se ne volete sapere di più sull'argomento, partecipate alla giornata di informazione prevista sabato 21 ottobre, dalle ore 8.45, all'USI di Mendrisio (Palazzo Canavée, in via Canavée 5).

    Per informazioni: scrivete a studiomattia@michelemattia.ch oppure consultate il sito dell'ASI-ADOC (www.liberalamente.ch).

    Tutti i dettagli a pagina 2-3 del CdT di oggi.

  • Un ticket e la montagna è tua

    GORDUNO - Qualcosa è cambiato sui monti di Gorduno. Dal 1. agosto scorso per poter percorrere la strada forestale che dal paese porta ai 1.400 metri di Arami indigeni, turisti e proprietari di rustici devono passare alla cassa. Acquistando o una vignetta al prezzo di 80 franchi (coloro che hanno una casa di vacanza) o un'autorizzazione giornaliera a 5 franchi (chi è di passaggio). Il Patriziato ha nel frattempo posto in pubblicazione la specifica ordinanza: entro il 26 ottobre possono essere interposti ricorsi al Consiglio di Stato. È in consultazione fino al 14 novembre anche il progetto per la posa di un distributore automatico di biglietti. Ma questa sarà musica del futuro, vale a dire nel 2018 o soltanto l'anno seguente, in quanto prima l'assemblea dovrà chinarsi sull'acquisto dell'apparecchio.

    Nel frattempo il Patriziato ha sporto denuncia contro ignoti per delle manipolazioni a due bacini che nello scorso week end hanno fatto mancare l'acqua nei rustici dei villeggianti.

    I dettagli a pagina 14 del CdT odierno.

  • Ad Ascona tassa sul sacco più vicina

    Prende forma la rivoluzione nel campo della raccolta dei rifiuti ad Ascona. All'albo comunale sono infatti apparsi in questi giorni i concorsi per l'edificazione del nuovo ecocentro in via Prà di Vizi e, nel contempo, il sindaco, Luca Pissoglio, conferma che l'introduzione della tassa sul sacco è prevista per l'inizio del 2019. Il cantiere della nuova struttura, invece, dovrebbe aprirsi durante il prossimo mese di febbraio. E si dovrebbe concludere alla fine del 2018. Dopodiché, appunto, potrà essere introdotto il sistema di tassazione che si basa sul principio della causalità, il quale genererà – almeno così si spera – un aumento dei rifiuti riciclati che oggi non sarebbero invece gestibili.

  • Champions League: il Basilea batte il CSKA Mosca

    MOSCA - Il Basilea vince fuori casa e agguanta il secondo posto nel Gruppo A di Champions League, piazzandosi dietro al Manchester United. I rossoblù hanno battuto 2 a 0 il CSKA Mosca grazie ai gol di Xhaka al 29' e di Oberlin al 90'. Il Basilea, a quota 6 punti dopo 3 giornate, può ora pensare seriamente agli ottavi di finale.