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notizie

  • Polizia in aiuto alle guardie di confine

    BERNA - Nel corso dell'estate, fino a cinquanta agenti dei corpi svizzeri di polizia sosterranno i colleghi di Ticino, Grigioni, Vallese e altri cantoni della Svizzera orientale per contrastare l'aumento delle entrate illegali alla frontiera.

    Il corpo intercantonale rinforzerebbe il dispositivo di polizia nell'ambito dei controlli delle persone sui principali assi di circolazione, nelle stazioni e sulle autostrade. Oltre al personale, i corpi di polizia metteranno a disposizione pure delle risorse logistiche. Tuttavia l'impiego non prevede controlli alla frontiera, indica in un comunicato odierno della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali (CCPCS).

    "Lo scorso anno la maggior parte delle entrate illegali è stata registrata in Ticino ed in minore misura in Vallese, nei Grigioni e nella Svizzera orientale", sottolinea la CCPCS. Quest'anno l'impiego diverrà effettivo unicamente nel caso in cui si assisterà a un aumento dell'immigrazione irregolare. La decisione, tuttavia, spetterà alla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP).

    Il supporto di forze di polizia supplementari è pianificato nell'ambito di un impiego IKAPOL, che viene effettuato quando un cantone non riesce, a livello di polizia, a far fronte a eventi particolari. Tra questi rientrano anche il WEF e le partite di calcio internazionali, ma è la prima volta che l'impiego ha luogo sull'arco di alcuni mesi.

  • Il grotto nella lista dell'Unesco

    BERNA - Le tradizioni viventi della Svizzera degne di protezione hanno raggiunto quota 199, come indica una nota odierna dell'Ufficio federale della cultura (UFC). Rispetto alla prima lista del 2012, sono state aggiunte altre 34 iscrizioni, tra cui la cultura dei grotti in Ticino e nei Grigioni.

    Tra le altre tradizioni viventi degne di essere menzionate quali forme rappresentative del patrimonio culturale immateriale - come indica la Convenzione UNESCO cui la Svizzera ha aderito nel 2008 - figurano le cooperative di costruzione di alloggi, la cultura techno e i giardinaggio urbano a Zurigo, ma anche la novena di Natale di Morcote (TI), la cultura dello sgraffito nei Grigioni (particolare tecnica decorativa tipica delle case engadinesi) e la cultura della raclette in Vallese.

    Come già avvenuto al momento della prima compilazione della lista, l'aggiornamento è il risultato della collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni, scrive l'UFC. La Confederazione ha coordinato il progetto avvalendosi del sostegno della Scuola universitaria di Lucerna.

    I Cantoni hanno identificato le loro tradizioni viventi grazie anche ai suggerimenti della popolazione, proponendone poi una novantina per la lista nazionale. Le segnalazioni sono state discusse da un gruppo ad hoc che ha selezionato quelle da inserire nella lista.

    Su mandato dei servizi cantonali alla cultura alcuni specialisti stanno documentando le tradizioni viventi inserite nella lista. La pubblicazione della lista aggiornata è prevista per la primavera 2018, sotto forma di inventario web provvisto di una documentazione esaustiva.

  • L'esercito iracheno conquista le rovine di Mosul

    BAGHDAD - Il comandante dell'offensiva governativa irachena per riconquistare Mosul ha detto che le forze lealiste hanno occupato oggi le rovine della storica moschea Al Nuri, distrutta alcuni giorni fa, da dove nel luglio del 2014 Abu Bakr al Baghdadi proclamò la rinascita del Califfato.

    Le forze anti-terrorismo "hanno preso il controllo della storica moschea di Al Nuri, del minareto di Hadba e dell'area commerciale di Serchkhana nella Città vecchia di Mosul", ha detto il generale Abdul Amir Yarallah.

    La scorsa settimana la moschea è stata distrutta, e secondo il governo di Baghdad è stato l'Isis a farla saltare in aria, decapitando anche il minareto pendente di Hadba ('il gobbo'), simbolo della città. L'autoproclamato Stato islamico, che normalmente rivendica atti di devastazione di questo tipo, ha negato ogni responsabilità affermando che moschea e minareto sono stati distrutti in un bombardamento della Coalizione internazionale a guida Usa. Ma la stessa Coalizione ha smentito.

    Le forze governative irachene stanno avanzando faticosamente edificio dopo edificio nella Città vecchia di Mosul, dove sono ancora trincerati alcune centinaia di jihadisti.

  • Mattinata in ribasso per la borsa svizzera

    ZURIGO - Dopo un avvio in zona utili la borsa svizzera ha proseguito le contrattazioni in ribasso: alle 11.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 9'028.80 punti, in flessione dello 0,53% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,49% a 10'244.29 punti.

    Zurigo ha reagito meno positivamente delle altre piazze europee all'annuncio che la Fed ha 'promosso' i piani di distribuzione di capitale delle 34 maggiori banche americane. Anche la spinta al rialzo fornita dalle chiusure in zona guadagni di Wall Street e Tokyo si è rapidamente esaurita.

    Gli impulsi provenienti dall'estero saranno nel pomeriggio numerosi. Sono attesi i dati del Pil Usa e le richieste di sussidio. Nell'eurozona l'indice di fiducia economica, dell'industria e dei servizi.

    Sul fronte interno le variazioni dei 20 titoli principali sono quasi sempre inferiori al punto percentuale. A sostenere il listino sono soprattutto i bancari: CS Group guadagna l'1,81%, UBS lo 0,86% e Julius Bär lo 0,19%. Proprio oggi la Banca nazionale svizzera (BNS) ha pubblicato il suo rapporto annuale sulle banche: le 261 attive sul territorio elvetico hanno realizzato complessivamente un utile di 7,9 miliardi di franchi, praticamente la metà rispetto al 2015 quando vi erano stati elevati ricavi straordinari.

    In positivo, oltre ai bancari, si segnalano solo Sika (+0,40%= e Swiss Re (+0,11%).

    Frenano invece il listino Lafargeholcim (-1,24%), Lonza (-1,01%) e i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,88%), Novartis (-0,85%) e Roche (-0,76%).

    Nel mercato allargato Schindler perde l'1,03%: il fabbricante lucernese di ascensori e scale mobili ha annunciato oggi l'acquisto del gruppo tedesco Dralle Aufzüge che impiega oltre 90 persone.

    Guadagna invece l'1,06% Lifewatch: oggi è stato reso noto che il 96,50% delle azioni della società di telesorveglianza medica è in possesso del gruppo americano BioTelemetry. In seguito al successo dell'offerta di acquisizione, il consiglio di amministrazione di LifeWatch ha deciso di dimettersi in occasione dell'assemblea generale straordinaria che si terrà a Zurigo il 21 luglio. Lo ha comunicato oggi la società con sede a Zugo.

  • Grenfell, polemica anche sul giudice

    LONDRA - Una nuova polemica nella tragedia della Grenfell Tower di Londra che riguarda la designazione fatta dalla premier Theresa May del presidente della commissione d'inchiesta che dovrebbe far luce sul terribile incendio costato la vita ad almeno 80 persone. Secondo il Times, il prescelto, sir Martin Moore-Bick, ex alto magistrato, ha alle sue spalle controverse sentenze negative nei confronti di inquilini sloggiati in malo modo o di immigrati stranieri: 'categorie' a cui appartengono molte vittime di Grenfell.

    La scelta dell'ex giudice ha sollevato anche obiezioni fra gli stessi collaboratori della May che sulla vicenda dell'incendio ha già compiuto una serie di errori che le sono costate forti contestazioni in pubblico. Fra le sentenze più criticate di Moore-Bick quella del 2014 quando si è pronunciato in favore del municipio di Westminster contro una madre single con cinque figli, Titina Nzolameso, che rischiava di restare senza un tetto. La corte suprema ha poi annullato la decisione del giudice.

  • Oro trovato in un prato, si annunciano in due

    AARAU - Cinque anni fa, due dipendenti del comune di Klingnau - villaggio argoviese al confine con la Germania - trovarono in un prato un sacco di plastica contenente 2,5 kg d'oro in lingotti. Due persone che dicono di essere i proprietari si sono nel frattempo annunciati.

    Il ritrovamento "senza precedenti" - i lingotti hanno un valore di circa 100'000 franchi - risale al 28 giugno 2012 e il termine per rivendicarne la proprietà è scaduto dopo cinque anni esatti, ossia ieri. Secondo quanto ha reso noto oggi la polizia regionale del distretto di Zurzach (AG), due persone si sono annunciate nelle ultime due settimane all'ufficio regionale degli oggetti smarriti, presentandosi come i legittimi proprietari dei lingotti.

    "Per questo motivo è impossibile al momento fornire qualsiasi informazione sulla restituzione dell'oro", scrive nella nota il comandante della polizia regionale René Lippuner. "Per poter decidere sull'eventuale consegna dei lingotti saranno necessarie indagini approfondite", precisa il comandante.

    Nel caso non si riuscisse a risalire al legittimo proprietario, i lingotti passeranno al comune di Klingnau, secondo una perizia giuridica fatta realizzare dall'esecutivo. I due dipendenti del comune che hanno scoperto il "tesoretto" - un responsabile dell'ufficio tecnico e un apprendista - avranno allora diritto a una ricompensa pari al 10% del valore.

    I lingotti, privi di punzonatura, erano avvolti nella carta velina bianca legata con del nastro adesivo. Si trovavano in un sacco di plastica, nascosto nell'erba alta vicino ad un arbusto. I due impiegati del comune li hanno trovati mentre stavano tagliando l'erba.

    Su uno dei lingotti gli specialisti della polizia scientifica scoprirono un'impronta digitale che apparteneva ad un cittadino bosniaco che al momento del ritrovamento si trovava in prigione. Il Ministero pubblico argoviese aveva archiviato un procedimento penale nel 2015, dopo essere arrivato alla conclusione che non esistono prove che i lingotti d'oro siano stati rubati.

  • La Svizzera non deve più figurare sulla black list

    BERNA - Non sussistono più motivi per i quali la Svizzera debba figurare sulla blacklist italiana dei paradisi fiscali del 1999. È quanto sostiene il Consiglio federale, rispondendo oggi a un'interpellanza del consigliere nazionale ticinese Giovanni Merlini (PLR). Secondo il governo, "questa lista non ha alcuna ripercussione diretta sulle imprese svizzere che intendono investire in Italia".

    In ogni caso, l'esecutivo ritiene importante continuare ad adoperarsi affinché la Confederazione venga tolta dalla lista nera. "Qualora gli sforzi in atto non dovessero sfociare in un risultato concreto - assicura - verranno valutate misure in linea con gli impegni internazionali della Svizzera."

    Nella sua risposta, il governo ricorda inoltre che la roadmap sottoscritta da Berna e Roma il 23 febbraio 2015 prevede un impegno politico per la prosecuzione del dialogo bilaterale sulle questioni finanziarie e fiscali. Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento della cooperazione, il miglioramento dei rapporti tra i due Stati e lo sviluppo delle relazioni economiche bilaterali in un clima costruttivo.

    In questo contesto, precisa il Consiglio federale, è stato possibile ottenere per la piazza finanziaria svizzera che i fondi italiani non dichiarati depositati in Svizzera potessero essere regolarizzati senza massicce fughe di capitali. Le discussioni sull'attuazione della roadmap continuano, conclude l'esecutivo, sia sulle questioni fiscali che sull'accesso al mercato per gli istituti finanziari.

  • Tre centri regionali, uno a Cadenazzo

    BERNA - La Posta costruirà entro il 2020 tre nuovi centri pacchi regionali in Ticino, nei Grigioni e in Vallese per far fronte alla forte crescita del commercio online e alla richiesta dei clienti di ricevere gli invii il più rapidamente possibile. Il centro ticinese sorgerà a Cadenazzo e sarà operativo dal 2019.

    I centri serviranno a sgravare quelli attuali di Daillens (VD), Härkingen (SO) e Frauenfeld (TG), precisa un comunicato. Gli invii saranno smistati e recapitati nelle rispettive regioni senza dover passare per gli attuali centri pacchi, come accade oggi. "In tal modo una parte della logistica dei pacchi sarà trasferita a livello regionale", aggiunge la nota.

    Nel centro di Cadenazzo, che sorgerà nell'area dell'attuale base di distribuzione, saranno convogliati tutti i pacchi inviati e recapitati in Ticino. Il progetto prevede la costruzione di un edificio industriale con banchine di carico per autocarri e furgoni e un impianto di smistamento.

    Gli altri due centri saranno costruiti a Vétroz (VS) e nella zona di Landquart (GR) entro il 2020. Le attività svolte nelle sedi di distribuzione per pacchi a Bex, Briga e Sion saranno accorpate, insieme allo smistamento dei pacchi, nel nuovo centro regionale vallesano, mentre in quello che sorgerà nella zona di Landquart saranno trasferite le attuali sedi di Buchs e Landquart. In queste sedi la capacità di smistamento sarà di 8000 pacchi all'ora. Tutti i collaboratori continueranno a lavorare delle nuove sedi, assicura l'ex regia.

    La decisione annunciata oggi rappresenta inoltre "la risposta al boom del mercato dei pacchi". Lo scorso anno l'ex regia federale ha recapitato quasi 122 milioni di pacchi, il 6% in più rispetto al 2015. Un aumento dovuto essenzialmente all'espansione del commercio online, che ha incrementato anche la richiesta di pacchi Priority visto che sono sempre più numeri i clienti dei negozi online che vogliono ricevere la merce il giorno dopo l'ordinazione. La percentuale di questo tipo di invii, che 15 anni fa era circa il 20% del totale, ha raggiunto il 50% nel 2016.

    L'ampliamento dei tre grandi centri pacchi di Daillens, Härkingen e Frauenfeld realizzato negli ultimi anni ha permesso di aumentare la capacità di circa il 25%, ma non sarà comunque sufficiente a trattare la totalità dei pacchi in futuro. Globalmente la costruzione dei tre centri regionali costerà 150 milioni di franchi. "Con questo investimento multimilionario la Posta genera un valore aggiunto nei Grigioni, in Ticino e in Vallese", sottolinea la nota.

  • Borsa svizzera apre in rialzo

    ZURIGO - Apertura positiva per la borsa svizzera: alle 09.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 9'085.88 punti, in progressione dello 0,10% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,27% a 10'322.67 punti.

    A sostenere i mercati l'annuncio che la Fed ha 'promosso' i piani di distribuzione di capitale delle 34 maggiori banche americane: è quanto emerge dai risultati degli stress test. È la prima volta in sette anni che tutte le banche americane passano l'esame della Fed.

    La giornata odierna si preannuncia particolarmente ricca a livello macroeconomico. Sono attesi i dati del Pil Usa e le richieste di sussidio. Nell'eurozona l'indice di fiducia economica, dell'industria e dei servizi.

    L'avvio di seduta è stato positivo anche sulle altre borse europee. Nel dettaglio vanno segnalate Francoforte (Dax +0,48% a 12.707,48 punti), Londra (Ftse 100 +0,66% a 7.436,29 punti), Parigi (Cac 40 +0,29% a 5.268,23 punti) e Milano (Ftse Mib +0,48% a 21.148 punti).

    Wall Street ha terminato ieri in modo positivo (Dow Jones +0,67% a 21'453,41 punti, Nasdaq +1,43% a 6234,41 punti) e lo stesso ha fatto oggi Tokyo (Nikkei +0,45% a 20.220,30 punti)

  • Doping, fermati il farmacista e il presidente

    COSENZA - I carabinieri del Nas (nuclei antisofisticazione e sanità) hanno arrestato a Cosenza il titolare di una farmacia, che è stata sequestrata, ed il presidente di una squadra dilettantistica di ciclismo, con l'accusa di commercializzazione illecita di farmaci dopanti e truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale per un ammontare di 700 mila euro.

    Gli arresti - entrambi ai domiciliari - ed il sequestro sono stati fatti in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Giudice delle indagini preliminari (Gip) di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica.

    Nell'inchiesta che ha portato agli arresti sono indagate altre cinque persone. L'accusa per tutti è di avere messo in commercio, attraverso canali illeciti, farmaci dopanti destinati ai ciclisti della squadra coinvolta nell'inchiesta.